La notte che separa
- Giuliano Dall'O'
- 7 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Nei miei libri la notte non è il contrario del giorno. È una soglia: uno spazio in cui tutto sembra fermarsi fuori, mentre dentro avvengono passaggi che rendono impossibile tornare indietro.

La notte entra nelle storie quando il tempo rallenta.
Le strade si svuotano, il rumore si attenua, il mondo sembra sospendersi.
Ma proprio in questa quiete apparente accade il contrario: ciò che durante il giorno resta in equilibrio, di notte si incrina. Le domande diventano più insistenti, le difese si abbassano, le decisioni smettono di poter essere rimandate.
Nei miei libri la notte non porta soluzioni.
Segna un confine.
In Come ombre in uno sfondo infinito, le notti accompagnano il distacco: prima della partenza, durante la tempesta in mezzo all’oceano, nella vastità della pampa. La notte e il viaggio si parlano, come se si passassero un testimone. È nel buio che ciò che è stato comincia a perdere contorni, e ciò che verrà prende forma.
In In viaggio con Alisha, la notte impone una sosta. Non si può proseguire in moto. Ci si deve fermare: per riposare, per tacere, per dialogare. Di fronte al ponte di Øresund illuminato, la notte non collega soltanto due Stati, ma mette alla prova il legame tra due persone. Il giorno porta il movimento; la notte misura la relazione.
Ne L’ultimo segreto le notti sono più di una, e non sono mai neutre. C’è la notte in cui si dovrebbe restare svegli e invece si cede, e il domani cambia tutto. C’è la notte prima di una partenza, attraversata da dubbi che non si lasciano ordinare. E c’è la notte in cui una decisione dolorosa prende forma: lasciare chi si ama per continuare a vivere.
In Il fiore e la pietra la notte è una sola, ma basta. Nulla è ancora deciso, eppure tutto è già cambiato. Non è il tempo della scelta, ma quello della consapevolezza irreversibile.
Rileggendo queste notti insieme, mi accorgo che hanno la stessa funzione profonda.
Non sono pause del racconto.
Sono fratture silenziose.
La notte è il luogo in cui la vita sembra fermarsi, ma in realtà lavora più a fondo. È quando il mondo rallenta che dentro avvengono i passaggi decisivi: quelli che non hanno bisogno di testimoni, quelli che non si annunciano, quelli che non possono essere annullati.
Di giorno si agisce.
Di notte si capisce.
E ciò che si capisce di notte, anche se non viene subito detto,
separa definitivamente ciò che era da ciò che sarà.



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