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I robot addormentati di Xi'an

  • Immagine del redattore: Giuliano Dall'O'
    Giuliano Dall'O'
  • 5 giu
  • Tempo di lettura: 1 min

Durante il mio soggiorno presso la Xi'an Jiaotong University mi è capitato di entrare quasi per caso in un laboratorio di robotica.



Era sera. Le luci erano ancora accese. In un angolo, immerso nel silenzio, un giovane ricercatore lavorava da solo davanti al computer. Lungo una parete erano sospesi alcuni robot umanoidi. Immobili. Silenziosi.

La sensazione che ho provato è difficile da spiegare. Non mi sono sembrati semplicemente spenti. Per un attimo mi è sembrato che stessero dormendo.

So bene che oggi consideriamo queste macchine prive di emozioni, coscienza e consapevolezza. Eppure ho provato una forma di tenerezza inattesa. Forse perché la loro somiglianza con noi ci porta spontaneamente a proiettare su di esse qualcosa di umano: emozioni, intenzioni, empatia, perfino una sorta di personalità.

La questione non appartiene al futuro. È già presente nelle nostre vite.

Man mano che robot umanoidi e intelligenza artificiale entrano nei luoghi di lavoro, nelle case e nelle relazioni quotidiane, siamo davvero capaci di considerarli soltanto macchine? Oppure tendiamo inevitabilmente a costruire con loro un rapporto emotivo?

La domanda, in fondo, non riguarda i robot. Riguarda noi.

Che cosa vediamo davvero quando una macchina comincia ad assomigliarci?

Quell'immagine continua ad accompagnarmi. Forse perché mi ricorda che "restare nel tempo" non significa restare ancorati al passato, ma saper osservare con curiosità e spirito critico il mondo che cambia.

E il mondo, oggi, sta cambiando a una velocità che non ha precedenti.

E voi? Davanti a un robot umanoide provereste soltanto curiosità tecnologica oppure anche una forma di coinvolgimento emotivo?

 
 
 

1 commento

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Ospite
05 giu
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È quasi impossibile non vederli come se fossero vivi. La tenerezza che si prova davanti a quei robot fermi — che sembrano bambini addormentati o marionette senza fili — dimostra una cosa: la nostra empatia non si accende e si spegne a comando, e funziona anche con gli oggetti, non solo con le persone o gli animali.

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